lunedì 26 gennaio 2009

...attenti ai sessantenni...

Roma, 26 gen. (Adnkronos/Ign) - Dagli Usa arriva in Italia la tendenza al consumo di droga tra i non più giovani. Quattro mesi fa, un'indagine giunta dagli Stati Uniti raccontava il dilagare del fenomeno tra gli over 60. Un fenomeno che sembra prendere piede ora anche nel nostro Paese, da un capo all'altro della Penisola.L'ultimo caso risale a qualche giorno fa. Un'anziana di 81 anni, Vita Lippolis, di Perinaldo, nell'entroterra di Bordighera (Genova), è stata arrestata dai carabinieri; doveva scontare un definitivo di pena a 6 mesi circa di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma vista l'età non più verde della donna, le sono stati concessi gli arresti domiciliari. La nonna genovese era rimasta coinvolta in un'inchiesta partita tra il 2004 e il 2005 che riguardava un traffico di droga.Qualche giorno prima, nella Capitale, nei pressi della stazione Termini due anziani, 76 anni lei, 74 lui, sono stati sorpresi a spacciare e sono stati arrestati dalla polizia ferroviaria. Stavano rifornendo di cocaina una giovane. Gli agenti della Polfer a casa dei due anziani hanno trovato 65 panetti di coca e diecimila euro, provento dell'attività illecita. Due mesi fa, l'episodio di un pensionato 67enne di Catania arrestato, in casa del quale sono state trovate due piante di cannabis sativa e 38 grammi di marijuana poi sequestrate dalla Guardia di Finanza. Ai militari l'anziano ha detto di 'essere un tossicodipendente' e che la droga era 'detenuta a scopo personale'. Quattro mesi fa, la diffusione dell'indagine Usa, portata all'attenzione dall'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc), che raccontava come l'uso di droghe è diventato un vizio dei 60enni. Se nel 2007 è diminuito l'interesse delle persone sotto i 24 anni per cocaina, amfetamina e marijuana, il consumo di sostanze stupefacenti è invece raddoppiato nella fascia che va dai 55 ai 65 anni (al 4,1%), che è la generazione dei loro genitori e nonni. Un incremento, si sottolinea nella ricerca, dovuto al fatto che molti dei cosiddetti 'baby boomer' nati tra il 1946 e il 1964 e cresciuti in epoca di rock and roll ed emancipazione sessuale hanno continuato a fare uso di stupefacenti. In Italia comunque, la politica di contrasto del fenomeno riguarda ancora molti giovanissimi, anche perché le statistiche continuano a indicare i ragazzi tra i 16 e i 30 anni come i maggiori consumatori. Molte ricerche sottolineano come l'Europa stia registrando un notevole invecchiamento della sua popolazione. Nel corso del ventesimo secolo il numero di europei di 65 anni o di età superiore è triplicato e l'aspettativa di vita è più che raddoppiata. Nel 2028 più di un quarto della popolazione europea avrà raggiunto o superato i 65 anni di età e, secondo le previsioni, il numero di anziani con problemi legati all'abuso di sostanze o che necessitano di una cura a causa di tale consumo, aumenterà più del doppio fino al 2020. Questo è in parte dovuto al numero di nati durante il ''baby boom'' e al tasso superiore di consumo di sostanze in questa fascia generazionale. Gli anziani che fanno uso di sostanze possono essere classificati in due categorie: quella di coloro che hanno iniziato a consumare tali sostanze da giovani (precoci) oppure in età più avanzata (tardive).Chi ha iniziato precocemente di solito ha fatto uso di sostanze per molto tempo fino a tarda età. Chi le consuma in età avanzata, invece, secondo le più recenti ricerche, inizia nella maggior parte dei casi a causa di eventi di vita stressanti, come per esempio il pensionamento, la separazione dal coniuge, l'isolamento sociale o un lutto.

lunedì 19 gennaio 2009

segnalati per voi

ADOLESCENTI E USO DI SOSTANZE
inizio: 28-01-2009
termine: 11-02-2009
sede: Dipartimento Dipendenze Ulss 20 organizzatore
indirizzo: Via Germania 20 37136 Verona(VR)
tel.: 045 8076206 fax:045 8076272
email: pft@dronet.org
note: Gli operatori dei servizi per le dipendenze, si trovano sempre più di frequente ad accogliere ragazzi minori che fanno uso di sostanze; ne conseguono problematiche che riguardano la presa in carico del minore e della famiglia sia dal punto di vista relazionale che legale. Il seminario, articolato in 2 giornate, si propone di rispondere alle predette esigenze. Nel corso della prima giornata verranno fornite nozioni teoriche e aggiornamenti sulle nuove sostanze in circolazione tra i giovani e sulle metodiche di assunzione delle stesse; verranno inoltre affrontate le questioni legali connesse alla presa in carico del minore che fa uso di sostanze. Durante la seconda giornata saranno trattate le tematiche riguardanti la formazione dei problemi in ambito familiare e i criteri per una diagnosi relazionale degli stessi, verranno sperimentati alcuni metodi di intervista. Sono stati attribuiti 8 crediti ECM per le seguenti figure professionali: medici, psicologi, educatori professionali e infermieri. Scheda iscrizione e depliant.

CLINICAL GOVERNANCE NEI DIPARTIMENTI DELLE DIPENDENZE - PARTE II°inizio: 17-02-2009
termine: 22-04-2009
sede: Dipartimento Dipendenze Ulss 20
indirizzo: Via Germania 20 37136 Verona (VR)
tel.: 045 8076206 fax: 045 8076272
email: pft@dronet.org
Questo percorso formativo si propone di fornire una serie di strumenti atti a orientare l’attività degli operatori verso forme di lavoro consapevole per accompagnare coresponsabilmente l’organizzazione verso il miglioramento continuo della qualità dei servizi, della salvaguardia di alti livelli di assistenza e la creazione di un ambiente in cui si sviluppa l’eccellenza dell’assistenza clinica.

sabato 17 gennaio 2009

le nuove droghe!!!!!

L'uso dell'oppio è attestato sin nei primi documenti scritti prodotti dall'uomo. Hul gil, l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano, gia' nel 4000 a.C., il papavero da oppio, stava per pianta della gioia, dimostrando così come le antiche popolazioni della Mesopotamia conoscevano bene le proprietà euforizzanti del succo di tale pianta.L'oppio veniva usato dagli Egizi come calmante per i bambini ed era l'ingrediente principale del pharmakon nepenthes che Elena versa nel vino durante il banchetto con Telemaco alla corte di Menelao, raccontato da Omero nell'Odissea (IV, 219-228).Nella mitologia greca e romana l'oppio era una presenza ricorrente. Un mito raccontava come Demetra, la dea della terra feconda, sorella di Zeus, usasse il papavero per alleviare il dolore provocatole dal rapimento della figlia Persefone.Per questa ragione, esso veniva usato nel culto ufficiale di tale divinità e il papavero veniva collocato immancabilmente tra le spighe di grano che Demetra tiene in mano nelle raffigurazioni, veniva usato nelle decorazioni dei suoi altari e costituiva l'insegna delle sue sacerdotesse.
Il papavero è spesso presente nelle mani di Morfeo, dio del sonno, mentre Nyx, dea della notte, dispensava papaveri agli uomini. In talune rappresentazioni, anche Hermes si fa avanti con un papavero, quando arriva a recare il sonno ristoratore e la fantasia dei sogni.L'oppio era presente in moltissimi tipi di pozione (teriaca) messi a punto dai medici greci e romani. La teriaca più famosa ed usata era il galenos (soave) elaborata dal cretese Andromaco il Vecchio, medico alla corte di Nerone.
Il galenos era raccomandato come una infallibile panacea. Il più grande medico dell'antichità romana, Galeno, prescriveva tale pozione diluita in alcool per una serie incredibile di disturbi, tra cui sintomi di avvelenamento, cefalee, problemi di vista, epilessia, febbre, sordità e lebbra.Con questa pozione, stemperata in abbondanti dosi di miele, Galeno curò il più eminente dei suoi pazienti, l'imperatore Marco Aurelio, sino a farlo divenire dipendente dall'oppio, come testimoniano i resoconti clinici compilati dal medico.
L'oppio era un principio curativo fondamentale della farmacopea araba e da questa passò quindi nella medicina europea. Il famoso alchimista Paracelso metteva a punto un preparato a base d'oppio destinato ad avere una straordinaria diffusione: il laudano.A partire dal Cinquecento l'oppio diveniva d'uso comune nel nostro continente, come testimonia il fatto che tale sostanza si trasformava in una sorta di topos dell'immaginario occidentale, tanto che in letteratura il riferimento all'oppio costituiva una sorta di pretesto narrativo, una chiave simbolica, per l'analisi e la descrizione delle lotte umane contro le tristezze e le sofferenze, contro i ricordi angosciosi, ma anche un elemento fondamentale nell'invenzione e nello sviluppo del racconto di intrighi e illecite macchinazioni.Nonostante la crescente diffusione dell'oppio, tuttavia, l'uso di tale droga non assunse mai livelli epidemici. Esistevano consumatori occasionali e sporadici, individui farmaco-dipendenti, ma socialmente accettati e capaci di mantenere una vita di relazione nei canoni della normalita' ed infine gruppi significativamente piccoli di tossicomani completamente dipendenti ed asserviti alla droga, ma che non rappresentavano un reale pericolo sociale, data la loro scarsa consistenza numerica.

venerdì 16 gennaio 2009

Trieste è vicina

Rompiamo il silenzio sulla prossima conferenza governativa sulle tossicodipendenze di Trieste, perché non si ripeta la farsa del precedente appuntamento di Palermo.
Sottoscrivete l’appello e partecipate all’incontro per discutere le opportune iniziative: vi aspettiamo a Firenze, sabato 17 gennaio dalle 10,30 alle 16 nella sede ARCI, piazza dei Ciompi 11.
Trieste è vicina, l’azione on line:
leggi l’appello e aderisci on line.
aderisci e incatenati con il tuo blog: copia questo post (comprese queste istruzioni e la lista dei blog che hanno aderito), inseriscilo nel tuo blog e mettendo nei tag “trieste è vicina”, e segnalaci l’adesione con un commento al post. Troverai qui sotto la lista aggiornata dei blog che si sono incatenati.
Sinora hanno aderito alla catena: il blog di Fuoriluogo.it, Il Blog di Franco Corleone, fioreblog, Verdi di Ferrara, Il blog di Maurizio Baruffi, Marcello Saponaro, ilKuda, Alternative per Coriano, Pippo il trucido.

giovedì 15 gennaio 2009

buon 2009

anno nuovo vita nuova...sono felice di notare che tutto va bene e che nessuno vive male! gli utenti che seguiamo nella fase semiresidenziale sono passati indenni dalle festività...almeno stando a quanto dicono e ai controlli delle urine e dell'alcol test. A proposito dell'alcol test è bene dire anche che è stata effettuata una prova con una persona che aveva certamente bevuto 2 spritz e un bicchiere di bianco. Il risultato era negativo. Boh?
Io sono per il dialogo. Odio queste forme di controllo/deterrente che statisticamente hanno pochi risultati se non quelli di certificare che in quel dato giorno e in quella data ora quella persona ha/non ha usato sostanze. La relazione personale, ancora una volta, è estremamente più efficace ma non certificabile. E qui si ritorna al solito discorso della valenza della certificabilità. Ma siccome va tutto bene non proseguo oltre. Infine un messaggio a tutti quei colleghi ex colleghi che continuano a lamentarsi di tutto solo per il gusto di farlo e di autocompatirsi senza volerlo fare con uno scopo e in modo "unito", vi auguro di stare sempre peggio!!! Per chiudere Vi segnalo questo
“AdolescenzeDifficili”
storie, biografie, autobiografie
incontri di riflessione e confronto per operatori sociali
MESTRE - CENTRO CULTURALE CANDIANI
28 GENNAIO - 12 FEBBRAIO - 11 MARZO - 23 APRILE 2009

martedì 16 dicembre 2008

comunità segnalate per qualità della relazione umana

Siccome non voglio passare per un disfattista, voglio segnalare delle Associazioni nelle quali non si sta dimenticando la vera filosofia della Comunità Terapeutica. La Comunità intesa come accoglienza della persona nel rispetto della sua dignità, che si regge sulla Praxis, (il fine è l'agire e il modo di agire) e non Associazioni che si reggono, viceversa sulla Poiesis (il fine è il prodotto) di un numero che fa retta . Quella, casomai. è una diretta conseguenza.
Ovviamente tutto secondo il mio personalissimo parere:
Comunità San Francesco Monselice PD
Gruppo Abele To
Gruppo Arco To
Comunità Cà delle Ore Breganze VI
Comunità Nuova Vita VI
Comunità San Benedetto al Porto Ge

lunedì 15 dicembre 2008

w gli operai FIAT che montano le portiere ogni giorno

Sono tornato da alcuni giorni di riposo e mi scuso per l'assenza nel blog.
Ciao anonimo! Grazie per il contributo. Ce ne fossero come te! Faccio una piccola premessa: conosco molto bene la fabbrica "FIAT" e ti assicuro che ci sono migliaia di operai che sono orgogliosi di montare portiere alla catena. Sono meno entusiasti di cassa integrazione, mobilità, chiusura di filiali, incidenti sul lavoro, salario, ecc. Non ho mai voluto intendere che è il management il problema. Il management, inteso nel senso di organizzazione aziendale, La gestione, direzione, organizzazione è fatto di persone. Penso che in un'azienda che produce utili possa starci qualunque tipo di persona nella gestione aziendale, non è un requisito importante l'attenzione all'UOMO. Invece nelle oganizzazioni cosiddette onlus, secondo me dovrebbe essere il requisito fondamentale. Non sempre è così. Una volta alcuni dirigenti di un'Associazione, sostenevano che per una buona gestione bastavano "...3 teste pensanti" (loro) e tutto il resto "...carne da macello" (riferimento al massiccio turn-over degli operatori). Quell'associazione è in liquidazione e aspetto 9.000 € di risarcimento danni. Per me è un complimento accostare questo lavoro al lavoro degli artigiani. Gli artigiani stavano subito sotto gli aristocratici nella gerarchia sociale del medio-evo. Ma il senso che dai tu è diverso. Tu pare che l'accosti ad una modalità grezza e approssimativa, poco tecnica. Gli artigiani invece credimi hanno molta tecnica. Poi, accosti i valori principali di una relazione, quali l'affettività l'emozionalità la vicinanza alle persone come un fatto ipoteticamente dannoso. Può essere dannoso lavorare senza la consapevolezza delle "distanze" adeguate....ma mi rendo conto che ti sto dicendo delle cose e non so nemmeno in che contesto lavori, da quanto tempo, che ruolo hai...io svolgo la professione da 21 anni e sto portando in questo blog cose concrete documentabili...tu tanta teoria e demagogìa. Mi sembri vago quando parli di ...certe cose fatte in un certo modo....! Quali cose e quale modo ad esempio? Io posso solo aggiungere che un operatore si crede un eroe il primo anno di lavoro. Poi i casi sono due: 1-l'operatore se ne va; 2-Cambia idea e comincia a formarsi sul serio. Oltre ai suoi bravi "titoletti" deve aggiungere tanta altra formazione specifica, supervisione e lavoro di/con il "GRUPPO". Tu forse useresti termini tipo "Team", "Staff", "Equipe", noi artigiani utilizziamo gruppo o squadra. E' diverso? Io sto cercando di mandare un messaggio di allerta. Si sta cercando di far applicare a queste realtà lo stesso sistema delle classiche organizzazioni aziendali e non può funzionare. Io vedo tanti colleghi che stanno andando via con giacca e cravatta e orologio sopra il polsino...maddai! Associazioni che si dotano della "Governance" che hanno i Manager d'Area, i Performer, altre che hanno l'Executive. Francamente siamo all'eccesso. Nel nostro ambiente si cerca di stimolare i lavoratori facendoli sentire in colpa. Paradossalmente, alla catena di montaggio della Ferrari a Maranello, i lavoratori sono stimolati dalla qualità dell'ambiente in cui sono inseriti: hanno le piante e i fiori in serre adiacenti separate da grandi vetrate; all'entrata della fabbrica ci sono i nomi degli operai e delle loro famiglie. Insomma, si sono invertite le filosofie. Noi, invece, siamo the news managers. Stiamo andando talmente avanti che stiamo dimenticando le radici. Quando le radici saranno troppo fuori l'albero si seccherà.Ma magari tu puoi portare una testimonianza concreta contrapposta? Non so,...l'Executive che organizza con il Manager d'Area una bella visita al reparto malattie infettive a dare assistenza ad un malato terminale con una bella scheda da compilare e firma da apporre in calce del Case Manager...oppure creare il setting adeguato per una bella Unità di strada che fornisce preservativi e pasti caldi alle stazioni dei treni...Naturalmente le mie sono provocazioni che spero facciano scaturire delle riflessioni. Io sono per rinnovare non per stravolgere. Anche Maxwell jones era un rinnovatore. Lui si è tolto il camice e ha cominciato a lavorare insieme ai pazienti. E' stato il precursore della chiusura dei manicomi e dell'inizio di un nuvo modo di approcciare i pazienti. Oggi mi pare chi i camici si stiano riappropriando degli uomini.